Per eiaculazione precoce si intende una eiaculazione che si verifica appena all\'inizio del coito. Nella maggior parte degli studi si definisce precoce una eiacualzione che avviene entro il primo minuto dall\'introduzione del pene in vagina, in altri studi tale periodo varia da meno di 2 minuti a meno di 3 minuti. Spesso il problema riguarda giovani alle prime esperienze, molto emotivi e ansiosi. Talora però compare anche in persone non alle prima armi, per esempio se cambiano partner. Esistono anche le eiaculazioni precoci secondarie da farmaci o da sostanze (amfetamine, cocaina, farmaci dopaminergici) e da malattie urologiche (prostatiti, vesciculiti, frenulo breve) o neurologiche (sclerosi multipla, neuropatie periferiche, processi espansivi del midollo spinale). L\'approccio farmacologico privilegia in primis l\'uso degli antidepressivi. Uno degli effetti collaterali degli antidepressivi è infatti un ritardo della eiaculazione, effetto secondario che può essere sfruttato nella eiaculatio precox. I farmaci più usati sono la paroxetina, la fluoxetina, la sertralina, la dapoxetina. Tutti sono in grado di aumentare il tempo intercorso tra la penetrazione vaginale e l\'eiacuazione. La somministrazione può avvenire in modo continuato ma anche "on demande", da 4 a 6 ore prima del rapporto sessuale. Quest\'ultima modalità sembra avere la stessa efficacia della dose fissa giornaliera, l\'unico problema è che bisogna prevedere in anticipio il coito, ma probabilmente si riducono gli effetti collaterali dell\'assunzione continua. In alternativa agli SSRI si possono usare creme anestetiche se si sospetta che l\'eiaculazione precoce sia dovuta ad una ipersensibilità del glande. Sildenalfil e correlati si possono usare nei soggetti più anziani se alla eiaculazione precoce si dovesse associare una disfunzione erettile.
La celiachia è una malattia di tipo autoimmune caratterizzata da una patologica risposta immunitaria all'introduzione del glutine con la dieta in soggetti geneticamente predisposti. La celiachia può portare a varie complicanze a lungo termine, come per esempio osteoporsi con aumento del rischio fratturativo, aborti o esiti gravidici negativi, anemia, modesto aumento del rischio di neoplasie intestinali. Partendo da queste considerazioni il NICE ha emanato una serie di raccomandazioni per aiutare il medico a diagnosticare tale patologia: Chi sottoporre a test per la celiachia? Il test dovrebbe essere richiesto negli adulti e nei bambini che presentano i seguenti segni e sintomi: diarrea cronica o intermittente, difetti di accrescimento (bambini), sintomi gastrointestinali e/o nausea inspiegati e persistenti, affaticamento prolungato, perdita di peso improvvisa o inspiegata, anemia sideropenica e altri tipi di anemia. La celiachia deve essere sospettata anche in presenza di alcune condizioni patologiche: tireopatie autoimmuni, dermatite erpetiforme, colon irritabile, diabete tipo 1. Quali test richiedere? Il test consigliato è il dosaggio delle IgA antitransglutaminasi (tTGA), mentre sono sconsigliati gli anticorpi (IgA o IgG) antigliadina. Se il tTGA fornisce un risultato dubbio si devono dosare le IgA antiendomisio (EMA).
In un laboratorio pediatrico della Pennysilvania (USA) è stato condotto uno studio con l'obiettivo di paragonare l'efficacia di una singola dose serale di miele di grano saraceno rispetto al Destrometorfano (DM) per il trattamento sintomatico della tosse notturna in bambini con infezione respiratoria alta.
Secondo le conclusioni degli autori, analizzando i risultati, si evince che l'impiego del miele apporta maggiori benefici nella cura della tosse dei bambini.