Una metanalisi di 8 RCT conferma che la somministrazione di vitamina D ad alte dosi riduce il rischio di cadute negli anziani di circa il 20%.
Lo scopo di questa metanalisi è stato di valutare se la vitamina D, associata o meno al calcio, sia in grado di ridurre il rischio di cadute negli anziani. Sono stati analizzati solo RCT in cui erano arruolati anziani (età >= 65 anni). La ricerca ha permesso di ritrovare 8 RCT per un totale di 2426 pazienti. Si è evidenziato che alte dosi di vitamina D (700-1000 UI/die) riducono il rischio di caduta del 19% (pooled RR 0,81; 95%CI 0,71-0,92) mentre arrivare a concentrazioni ematiche di 25(OH)D di almeno 60 nmol/l porta ad una riduzione del rischio del 23% (pooled RR 0,77; 95%CI 0,65-0,90). Al contrario le cadute non risultano ridotte con dosi basse di vitamina D (200-600 UI/die) oppure se si raggiungono livelli di 25 (OH) D inferiori a 60 nmol/l. In due RCT le forme attive di vitamina D hanno ridotto il rischio di caduta del 22% (pooled RR 0,78; 95%CI 0,64-0,94).
La celiachia è una malattia di tipo autoimmune caratterizzata da una patologica risposta immunitaria all'introduzione del glutine con la dieta in soggetti geneticamente predisposti. La celiachia può portare a varie complicanze a lungo termine, come per esempio osteoporsi con aumento del rischio fratturativo, aborti o esiti gravidici negativi, anemia, modesto aumento del rischio di neoplasie intestinali. Partendo da queste considerazioni il NICE ha emanato una serie di raccomandazioni per aiutare il medico a diagnosticare tale patologia: Chi sottoporre a test per la celiachia? Il test dovrebbe essere richiesto negli adulti e nei bambini che presentano i seguenti segni e sintomi: diarrea cronica o intermittente, difetti di accrescimento (bambini), sintomi gastrointestinali e/o nausea inspiegati e persistenti, affaticamento prolungato, perdita di peso improvvisa o inspiegata, anemia sideropenica e altri tipi di anemia. La celiachia deve essere sospettata anche in presenza di alcune condizioni patologiche: tireopatie autoimmuni, dermatite erpetiforme, colon irritabile, diabete tipo 1. Quali test richiedere? Il test consigliato è il dosaggio delle IgA antitransglutaminasi (tTGA), mentre sono sconsigliati gli anticorpi (IgA o IgG) antigliadina. Se il tTGA fornisce un risultato dubbio si devono dosare le IgA antiendomisio (EMA).
In un laboratorio pediatrico della Pennysilvania (USA) è stato condotto uno studio con l'obiettivo di paragonare l'efficacia di una singola dose serale di miele di grano saraceno rispetto al Destrometorfano (DM) per il trattamento sintomatico della tosse notturna in bambini con infezione respiratoria alta.
Secondo le conclusioni degli autori, analizzando i risultati, si evince che l'impiego del miele apporta maggiori benefici nella cura della tosse dei bambini.